Guida per i produttori
Registro dei cereali «Granaio Italia»: chi deve registrare, soglie, scadenze e sanzioni
Il registro telematico dei cereali sul SIAN: quali aziende agricole sono obbligate, le soglie per grano duro, tenero, mais, orzo e altri cereali, le scadenze trimestrali, le esclusioni e le sanzioni dal 31 luglio 2025.
Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- «Granaio Italia» è il registro telematico dei cereali sul SIAN: chi acquisisce e vende cereali sopra certe quantità annue comunica ogni trimestre i movimenti.
- Riguarda anche le aziende agricole: le soglie partono da 30 tonnellate l'anno per il grano duro, l'avena, il farro e altri cereali minori.
- La comunicazione si fa entro il 20 del mese dopo la fine di ogni trimestre: 20 gennaio, 20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre.
- Dal 31 luglio 2025 chi non comunica rischia da 500 a 2.000 euro; chi non rispetta le modalità del registro da 2.000 a 4.000 euro.
Chi è obbligato
La legge (L. 178/2020, articolo 1, comma 139) obbliga le aziende agricole, le cooperative, i consorzi, le imprese commerciali, gli importatori e le imprese di prima trasformazione che acquisiscono e vendono, a qualsiasi titolo, cereali nazionali ed esteri a comunicare sul registro telematico del SIAN, in forma cumulativa e aggregata, il volume delle operazioni di ogni trimestre, se la quantità del singolo cereale supera nell'anno:
- frumento duro: 30 tonnellate;
- frumento tenero: 40 tonnellate;
- mais: 80 tonnellate;
- orzo: 40 tonnellate;
- sorgo: 60 tonnellate;
- avena: 30 tonnellate;
- farro, segale, miglio, frumento segalato e scagliola: 30 tonnellate.
Le soglie valgono per ciascun cereale separatamente: 35 tonnellate di grano tenero e 50 di mais non fanno scattare l'obbligo, 35 tonnellate di grano duro sì.
Chi è escluso
Sono escluse dalla registrazione (comma 139):
- le operazioni di trasformazione dei cereali e i cereali trasformati (farine, semole);
- le aziende che esercitano in via prevalente l'allevamento;
- le aziende che producono mangimi.
Il decreto attuativo del Ministero precisa altri casi, per esempio il cereale reimpiegato in azienda e quello conferito direttamente a un centro di stoccaggio alla trebbiatura, che registra chi lo riceve. Se il tuo grano va tutto alla cooperativa o al centro di stoccaggio al momento della raccolta, verifica con il CAA se l'obbligo ricade su di loro.
Come e quando
- Il registro si tiene sul SIAN, direttamente o tramite il CAA o un software collegato.
- Le operazioni si registrano entro il ventesimo giorno del mese successivo al trimestre (comma 140): entro il 20 gennaio per ottobre–dicembre, il 20 aprile per gennaio–marzo, il 20 luglio per aprile–giugno, il 20 ottobre per luglio–settembre.
- Si registrano carichi e scarichi: il raccolto, gli acquisti, le vendite, i passaggi a terzi. I dati sono cumulativi per trimestre, non per singola fattura.
Il modo più semplice per non dimenticarsene è segnare le quattro date in calendario insieme alle altre scadenze dell'azienda, o affidare la registrazione al CAA che già tiene il tuo fascicolo.
Le sanzioni
A decorrere dal 31 luglio 2025 (comma 142):
- chi, essendo obbligato, non comunica nei tempi previsti paga da 500 a 2.000 euro;
- chi non rispetta le modalità di comunicazione e di tenuta del registro paga da 2.000 a 4.000 euro.
Controlli e sanzioni spettano all'ICQRF. L'avvio è stato rinviato più volte: molte pagine in rete riportano date superate, conta il testo di legge in vigore.
Perché esiste, e cosa ne ricavi
Il registro serve a conoscere quanto cereale c'è davvero in Italia, quanto ne entra e quanto ne esce, per seguire i prezzi e programmare. Per chi coltiva grano duro di qualità o cereali antichi, la tracciabilità è anche un argomento di vendita verso molini e pastifici che vogliono certificare la filiera italiana: vedi contratti e pagamenti tra imprese per le regole sui contratti di cessione, che valgono anche per i cereali.
Fonti
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.