Guida per i produttori
Trovare terreni agricoli: Banca delle terre ISMEA e terreni pubblici in vendita o in affitto
Dove cercare terreni agricoli: la Banca delle terre agricole dell'ISMEA, la vendita e l'affitto dei terreni dello Stato e degli enti locali, la quota riservata all'affitto e ai giovani, la prelazione dei giovani imprenditori e il vincolo agricolo ventennale.
Verificata il 16/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- La Banca delle terre agricole dell'ISMEA raccoglie in un elenco online, gratuito per gli utenti registrati, terreni e aziende agricole in vendita, anche quelli lasciati per abbandono o prepensionamento.
- Stato, Regioni, Province e Comuni possono vendere o affittare i propri terreni agricoli: sotto i 100.000 euro con procedura negoziata, sopra con asta pubblica.
- Almeno il 20% dei terreni statali va riservato all'affitto, con preferenza ai giovani; gli enti locali destinano più della metà dei propri terreni a chi ha meno di 40 anni, e i giovani imprenditori agricoli hanno la prelazione.
- I terreni venduti o affittati così restano agricoli per almeno vent'anni.
La Banca delle terre agricole
La legge del 2016 sulle politiche agricole (legge 154/2016, articolo 16) ha istituito presso l'ISMEA la Banca delle terre agricole: un inventario della domanda e dell'offerta di terreni e aziende agricole, comprese quelle che si liberano per abbandono dell'attività o prepensionamento, con le caratteristiche naturali e strutturali, le condizioni di vendita e le agevolazioni per l'insediamento dei giovani. È consultabile gratuitamente sul sito dell'ISMEA dopo la registrazione.
L'ISMEA può anche promuovere progetti di ricomposizione fondiaria, per unire appezzamenti frammentati, e collaborare con Regioni, organizzazioni agricole e università. Restano valide le leggi regionali sui terreni incolti e abbandonati, che in molte Regioni permettono di assegnarli in uso a chi li vuole coltivare (comma 6): chiedi alla tua Regione se esiste una «banca della terra» regionale.
Terreni pubblici in vendita o in affitto
Il decreto sulle liberalizzazioni del 2012 (D.L. 1/2012, articolo 66) prevede che:
- ogni anno un decreto ministeriale individui i terreni agricoli dello Stato e degli enti pubblici nazionali non più necessari, da vendere o affittare tramite l'Agenzia del demanio: con procedura negoziata sotto i 100.000 euro di valore, con asta pubblica sopra; il prezzo base segue i valori agricoli medi (comma 1);
- almeno il 20% di questi terreni sia riservato all'affitto, preferendo l'imprenditoria giovanile;
- i giovani imprenditori agricoli abbiano il diritto di prelazione nelle vendite e negli affitti (comma 3);
- anche Regioni, Province e Comuni possano vendere o affittare i loro terreni agricoli con le stesse regole, destinando più della metà ai giovani sotto i 40 anni (comma 7);
- nei parchi e nelle aree protette serva prima l'assenso dell'ente gestore (comma 6);
- i terreni venduti o affittati non possano cambiare destinazione urbanistica per vent'anni (comma 8).
Chi compra può accedere alle agevolazioni per l'imprenditoria giovanile in agricoltura (comma 5). Nelle assegnazioni di terreni pubblici e di beni confiscati alle mafie c'è anche una priorità per l'agricoltura sociale, e nelle terre collettive per i giovani agricoltori (vedi usi civici).
Come muoversi
- Registrati alla Banca delle terre dell'ISMEA e consulta le schede dei terreni nella tua zona.
- Segui i bandi dell'Agenzia del demanio, della Regione e del tuo Comune per vendite e affitti di terreni pubblici.
- Prima di fare un'offerta, controlla destinazione urbanistica, vincoli, acqua e accessi (vedi comprare un terreno agricolo) e, per l'affitto, le regole dei contratti agrari (vedi affitto e comodato).
- Se hai meno di 40 anni, verifica di avere i requisiti di giovane imprenditore agricolo per far valere la prelazione e le agevolazioni (vedi IAP e coltivatore diretto).
Fonti
- Legge 154/2016, articolo 16 — Banca delle terre agricole (Normattiva)
- D.L. 1/2012, articolo 66 — vendita e affitto dei terreni agricoli pubblici (Normattiva)
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.