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Agricoltura sociale: attività, chi può farla e come farsi riconoscere

L'agricoltura sociale secondo la legge 141/2015: inserimento lavorativo, servizi alla comunità, attività di supporto alle terapie ed educazione; chi può farla, il riconoscimento regionale, locali e priorità nelle gare pubbliche.

Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Cosa si intende per agricoltura sociale

La legge sull'agricoltura sociale (legge 141/2015, articolo 2) comprende quattro tipi di attività:

  1. inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità o svantaggiati, persone svantaggiate, migranti e rifugiati, minori in età lavorativa in progetti di riabilitazione;
  2. servizi per le comunità locali che usano le risorse dell'agricoltura per sviluppare abilità, inclusione, ricreazione e servizi utili alla vita quotidiana (per esempio agrinido, centri diurni, orti condivisi);
  3. servizi che affiancano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative, anche con gli animali allevati e la coltivazione delle piante;
  4. educazione ambientale e alimentare, tutela della biodiversità e conoscenza del territorio, con fattorie sociali e didattiche riconosciute dalla Regione (vedi fattoria didattica).

Le attività dei punti 2, 3 e 4, svolte dall'imprenditore agricolo, sono attività connesse all'agricoltura (articolo 2, comma 3): restano nel perimetro dell'impresa agricola. L'inserimento lavorativo, invece, è assunzione di personale, con le regole del lavoro e le agevolazioni previste per le categorie interessate.

Chi può farla e con chi

Il riconoscimento

Le Regioni stabiliscono come si riconoscono gli operatori dell'agricoltura sociale e ne pubblicano gli elenchi (articolo 3). In pratica:

  1. verifica sul sito della tua Regione la legge o la delibera sull'agricoltura sociale e il relativo elenco o albo;
  2. prepara il progetto: chi accogli, con quali figure professionali (educatori, terapisti, tutor), in quali spazi, con quali enti partner;
  3. presenta la domanda di iscrizione, con i requisiti di sicurezza dei locali e delle attività richiesti dalla Regione;
  4. per i servizi rivolti a persone in carico ai servizi sociali o sanitari, stipula convenzioni con ASL, Comuni o ambiti sociali.

Locali e sostegni

Prima di cominciare

Accogliere persone fragili richiede competenze che un'azienda agricola di solito non ha da sola: la strada più solida è la collaborazione con una cooperativa sociale o un ente con esperienza, e una buona assicurazione di responsabilità civile. Le regole di sicurezza sul lavoro valgono anche per chi è inserito in tirocinio o in progetti di reinserimento.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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