Guida per i produttori
Pescaturismo e ittiturismo: chi può farli, autorizzazione della Capitaneria e regole a bordo
Portare turisti sul peschereccio e ospitarli a casa del pescatore: attività di pesca professionale per l'imprenditore ittico (D.Lgs. 4/2012), l'autorizzazione della Capitaneria, miglia, massimo 12 persone, dotazioni e pasti.
Verificata il 19/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- Il pescaturismo è l'imbarco di persone non dell'equipaggio sul peschereccio per escursioni, pesca sportiva, osservazione della pesca e pasti a bordo o a terra; l'ittiturismo è l'ospitalità del pescatore nella propria casa o in una sua struttura.
- Per legge sono attività di pesca professionale se le svolge l'imprenditore ittico, cioè il titolare della licenza di pesca (D.Lgs. 4/2012): non serve aprire un'impresa turistica separata.
- L'imbarco dei passeggeri va autorizzato dalla Capitaneria del compartimento di iscrizione della barca: al massimo 12 persone, entro 6 o 20 miglia secondo il tipo di licenza.
- Le stesse attività di accoglienza le può svolgere chi fa acquacoltura.
Chi può farlo
È imprenditore ittico il titolare di licenza di pesca che esercita professionalmente la pesca, da solo, in forma associata o in società; lo sono anche le cooperative di pescatori e i loro consorzi, e l'acquacoltore (D.Lgs. 4/2012, articolo 4). All'imprenditore ittico si applicano le regole dell'imprenditore agricolo, salvo norme di settore più favorevoli (articolo 4, comma 4).
Rientrano nella pesca professionale, se le svolge l'imprenditore ittico (articolo 2, comma 2):
- la pesca-turismo: l'imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio a scopo turistico-ricreativo;
- l'ittiturismo: attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi per far conoscere gli ecosistemi acquatici, le risorse della pesca e la cultura delle imprese ittiche, nella propria abitazione o in una struttura di cui l'imprenditore dispone.
Sono invece connesse, purché non prevalenti sulla pesca, la trasformazione e la vendita del proprio pescato e la sua promozione (articolo 2, comma 2-bis; vedi vendere pesce). Per l'acquacoltura l'accoglienza è attività connessa (articolo 3, comma 2).
Il pescaturismo: cosa si può fare a bordo
Il regolamento ministeriale sul pescaturismo (D.M. 293/1999) comprende:
- la pratica della pesca sportiva con gli attrezzi ammessi;
- brevi escursioni lungo la costa, l'osservazione della pesca professionale, la ristorazione a bordo o a terra;
- attività per conoscere l'ambiente costiero e le lagune, e, se la Regione lo autorizza, le acque interne.
Si pesca con i sistemi della propria licenza. Chi ha una licenza per lo strascico o altri sistemi a traino può fare pescaturismo con gli altri sistemi consentiti rinunciando al traino: gli attrezzi vengono sbarcati e sigillati dall'autorità marittima prima di iniziare (articolo 3).
Quando, dove e con quante persone
- Tutto l'anno, anche nei festivi, di giorno; di notte solo se la barca ha sistemazioni per il pernottamento (articolo 2).
- Entro 6 miglia per la pesca costiera locale, entro 20 miglia per la costiera ravvicinata, nel compartimento di iscrizione e in quelli confinanti, con condizioni meteomarine favorevoli; i passeggeri si riportano al porto di partenza.
- Dal 1° novembre al 30 aprile serve un riparo coperto per le persone imbarcate, anche smontabile.
- I minori di 14 anni salgono solo accompagnati da un adulto, e servono mezzi di salvataggio individuali per bambini.
- Il numero massimo di persone lo fissa la Capitaneria, e non può superare 12 (articolo 5).
L'autorizzazione
La domanda va al capo del compartimento marittimo dove è iscritta la barca, con le annotazioni di sicurezza e la prova di stabilità (D.M. 293/1999, articolo 5); l'autorizzazione arriva entro sessanta giorni, dopo gli accertamenti di sicurezza. A bordo servono il materiale sanitario prescritto, mezzi di salvataggio per tutte le persone e un apparato VHF, anche portatile (articolo 6). Se cambiano le caratteristiche della barca, serve una nuova domanda. Le Capitanerie possono avere istruzioni locali: chiedi all'ufficio del tuo compartimento prima di presentare la domanda.
L'ittiturismo e il cibo
Le strutture per l'ittiturismo seguono le regole edilizie richiamate dal decreto (articolo 2, comma 3); le condizioni di dettaglio (posti letto, pasti, comunicazioni al Comune) le fissano le leggi regionali, come per l'agriturismo (vedi aprire un agriturismo). Chi serve pasti a bordo o a terra prepara alimenti: serve la registrazione presso l'ASL e il piano di autocontrollo (vedi HACCP), e per i clienti valgono le informazioni sugli allergeni (vedi allergeni).
Fonti
- D.Lgs. 9 gennaio 2012, n. 4, artt. 2, 3 e 4 — pesca professionale, pesca-turismo, ittiturismo, imprenditore ittico (Normattiva)
- D.M. 13 aprile 1999, n. 293, artt. 1-6 — regolamento del pescaturismo (Normattiva)
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.