Guida per i produttori

Registrare il marchio dell'azienda agricola e ottenere il codice a barre: cosa serve

Perché e come registrare il marchio, cosa non si può registrare (nomi descrittivi, segni che ingannano o evocano DOP e IGP), durata di 10 anni e rinnovo, marchio europeo, e il codice a barre: non obbligatorio per legge, richiesto da negozi e catene.

Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Perché registrare il marchio

Il nome della tua azienda o della tua linea di prodotti è il modo in cui i clienti ti riconoscono. Con la registrazione ottieni i diritti esclusivi sul segno per i prodotti indicati e per quelli affini (Codice della proprietà industriale, D.Lgs. 30/2005, articolo 15): puoi impedire ad altri di usarlo e difenderti se qualcuno lo copia. Senza registrazione, un uso solo locale ti lascia il diritto di continuare a usarlo nella tua zona, ma non molto di più (articolo 12).

Cosa si può registrare

Parole, nomi di persona, disegni, lettere, cifre, forme della confezione, colori, purché siano capaci di distinguere i tuoi prodotti da quelli degli altri (articolo 7). Non si possono registrare:

Il nome di famiglia, il nome del podere o un nome di fantasia, magari con un logo, sono di solito le scelte più solide. Attenzione ai toponimi: «Podere Le Querce» va bene, un nome che coincide con una denominazione protetta no.

Come si registra

  1. Ricerca di anteriorità: verifica nelle banche dati dei marchi (italiana, europea e internazionale) che non esistano marchi uguali o simili per gli stessi prodotti.
  2. Domanda all'Ufficio italiano brevetti e marchi, anche online, indicando le classi di prodotti secondo la classificazione di Nizza (per gli alimenti di solito le classi 29, 30, 31, 32 e 33).
  3. La registrazione dura 10 anni dalla data di deposito e si rinnova per altri 10, senza limiti (articoli 15 e 16).
  4. Per vendere in più Paesi dell'Unione conviene il marchio dell'Unione europea; per Paesi extra UE il deposito internazionale (vedi esportare).

Usa il marchio davvero: un marchio non usato per anni può decadere.

Marchio, DOP e marchi collettivi

Il tuo marchio d'impresa convive con le denominazioni protette (DOP, IGP), con i marchi collettivi dei consorzi e con i loghi pubblici come quello biologico: ciascuno ha le sue regole d'uso. Il marchio non può sostituire la denominazione né suggerire una certificazione che non hai (vedi biologico e PAT e De.Co.).

Il codice a barre

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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