Guida per i produttori

Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e De.Co.: cosa sono, come si ottengono, a cosa servono

L'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali: chi li riconosce, come si chiede l'inserimento, le deroghe igieniche per locali e attrezzature tradizionali, la denominazione comunale De.Co. e la differenza con DOP e IGP.

Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Cosa sono i prodotti agroalimentari tradizionali

La legge (D.Lgs. 173/1998, articolo 8) affida a un decreto del Ministero dell'agricoltura la definizione dei «prodotti tradizionali» e alle Regioni la predisposizione dei rispettivi elenchi. Il decreto attuativo li individua nei prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura sono consolidate nel tempo, omogenee nel territorio e seguite secondo regole tradizionali da almeno venticinque anni.

Il Ministero pubblica ogni anno l'elenco nazionale aggiornato, con migliaia di voci divise per Regione e per categoria: formaggi, salumi, paste, prodotti da forno, conserve, bevande, ortaggi e frutta di varietà locali.

Come si entra nell'elenco

Cosa ci guadagni

La De.Co.

La denominazione comunale (De.Co.) è uno strumento che molti Comuni usano, con una delibera e un regolamento, per censire e promuovere i prodotti e le ricette legati al loro territorio. Non è prevista da una legge nazionale e non è un'indicazione geografica: non può riservare un nome né garantire l'origine come fanno DOP e IGP, che sono regolate dall'Unione europea. Usala come strumento di promozione locale (sagre, mercati, menù dei ristoranti), seguendo il regolamento del tuo Comune, senza presentarla in etichetta come un marchio di qualità.

DOP e IGP: la tutela vera

Se il tuo prodotto ha una denominazione registrata, il nome è protetto in tutta l'Unione e si usa solo seguendo il disciplinare e i controlli. Trovi le DOP e IGP del tuo territorio nelle pagine regionali. Per le regole generali dell'etichetta vedi la guida sull'etichetta.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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