Guida per i produttori

Raccogliere l'acqua piovana: vasche fino a 50 metri cubi per ettaro senza permessi, e laghetti

La raccolta di acqua piovana è libera, le vasche agricole fino a 50 m³ per ettaro coltivato in edilizia libera dal decreto siccità, i bacini in scavo durante l'emergenza idrica e cosa serve per i laghetti più grandi.

Verificata il 17/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

L'acqua piovana è tua

Il Codice dell'ambiente dice che la raccolta di acque piovane in invasi e cisterne al servizio di fondi agricoli o di singoli edifici è libera e non richiede licenza o concessione di derivazione (D.Lgs. 152/2006, articolo 167, commi 3 e 4). È la differenza con il pozzo o il prelievo da un fiume, che invece richiedono un titolo: vedi la guida su pozzo e acqua per l'irrigazione.

La stessa norma precisa però che la costruzione della vasca o dell'invaso segue le leggi su edilizia, costruzioni in zona sismica, dighe e sbarramenti e le altre leggi speciali: l'acqua è libera, il manufatto no.

Le vasche in edilizia libera

Dal 2023 (decreto «siccità», D.L. 39/2023, articolo 6) il Testo unico dell'edilizia elenca tra gli interventi eseguiti senza alcun titolo abilitativo le «vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo fino a un volume massimo di 50 metri cubi di acqua per ogni ettaro di terreno coltivato, realizzabili anche mediante un unico bacino» (D.P.R. 380/2001, articolo 6, comma 1, lettera e-sexies).

Terreno coltivatoVolume massimo in edilizia libera
1 ettaro50 m³
5 ettari250 m³, anche in una sola vasca
20 ettari1.000 m³

Il conto si fa sugli ettari coltivati dell'azienda, che risultano dal fascicolo aziendale: conservane una copia insieme a una nota con le misure della vasca.

«Libera» non vuol dire senza regole. L'articolo 6 si applica fatte salve le prescrizioni del piano regolatore comunale e nel rispetto delle norme antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, di tutela dal rischio idrogeologico e del Codice dei beni culturali e del paesaggio. In zona vincolata, o in un'area a rischio frana o alluvione, chiedi all'ufficio tecnico prima di scavare.

I bacini in scavo durante l'emergenza idrica

Lo stesso decreto (articolo 6, comma 1-bis) ha aggiunto una semplificazione temporanea: per la durata della gestione del Commissario straordinario per la scarsità idrica, gli interventi del punto A.19 dell'allegato A del regolamento sul paesaggio (D.P.R. 31/2017), cioè i piccoli interventi agricoli già esclusi dall'autorizzazione paesaggistica come quelli sugli impianti idraulici agrari, sono anche edilizia libera, a condizione che:

Il Commissario è stato nominato nel 2023 con un mandato prorogabile fino al 31 dicembre 2027 (D.L. 39/2023, articolo 3): verifica con il Comune se la gestione commissariale è ancora in corso quando progetti l'intervento.

Laghetti più grandi

Oltre i limiti sopra, un laghetto collinare o un invaso aziendale è un'opera che richiede un titolo edilizio e, secondo le dimensioni dello sbarramento e il volume, le autorizzazioni previste dalle norme su dighe e sbarramenti (statali per le grandi dighe, regionali per le altre). Serve un progetto di un tecnico: argini e sbarramenti che cedono possono fare danni gravi a valle.

Prima di scavare

  1. Calcola il volume ammesso: 50 m³ per ettaro coltivato.
  2. Controlla vincoli paesaggistici, idrogeologici e le norme del piano regolatore.
  3. Scegli il punto in modo da non deviare lo scolo naturale delle acque verso i vicini (vedi acque, fossi e scoli) e da non creare pericoli: recinta le vasche profonde.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

Nello stesso tema: Acque, vicini e confini

Tutte le guide per i produttori, per tema