Guida per i produttori
Pozzo e acqua per irrigare: uso domestico, concessione, licenza e acqua piovana
Quando si può usare liberamente l'acqua del proprio pozzo, quando serve una concessione di derivazione o una licenza di attingimento per irrigare, le sanzioni per i prelievi abusivi e la raccolta dell'acqua piovana.
Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- L'acqua sotterranea e quella dei fiumi sono pubbliche: prelevarle senza autorizzazione o concessione è vietato, con sanzioni da 8.000 a 50.000 euro e la chiusura del prelievo.
- Il proprietario può usare liberamente l'acqua del pozzo del suo fondo solo per gli usi domestici: casa, orto e giardino della famiglia, abbeveraggio del bestiame.
- Irrigare per un'attività agricola, cioè per produrre e vendere, richiede una concessione di derivazione o una licenza di attingimento, rilasciate dalla Regione o dall'ente che delega.
- Raccogliere l'acqua piovana in invasi e cisterne al servizio del fondo è libero; le opere seguono le regole edilizie.
Il principio: l'acqua è pubblica
Il Testo unico sulle acque (R.D. 1775/1933, articolo 17) vieta di derivare o utilizzare acqua pubblica senza un provvedimento autorizzativo o concessorio dell'autorità competente. Chi lo fa paga una sanzione amministrativa da 8.000 a 50.000 euro (da 2.000 a 10.000 nei casi di particolare tenuità), più i canoni non pagati, e l'amministrazione fa cessare il prelievo. La sanzione è ridotta di un terzo se è in corso la procedura per mettersi in regola.
Le competenze del vecchio «Genio civile» sono oggi delle Regioni, che le esercitano direttamente o tramite Province e uffici territoriali: le domande, i moduli e i canoni sono regionali.
Il pozzo per uso domestico
Il proprietario di un fondo può estrarre e usare liberamente, anche con una pompa, le acque sotterranee del suo fondo per gli usi domestici, rispettando distanze e cautele (articolo 93). Sono usi domestici anche l'innaffiamento di giardini e orti che servono direttamente al proprietario e alla sua famiglia e l'abbeveraggio del bestiame.
L'orto di casa sì, quindi; il campo di ortaggi da vendere no. Anche per il pozzo domestico molte Regioni chiedono una denuncia o una comunicazione, e lo scavo può richiedere un'autorizzazione; nelle zone in cui le acque sotterranee sono sotto tutela, la ricerca e lo scavo di pozzi vanno autorizzati (articoli 94 e 95). Prima di chiamare il pozzista, informati all'ufficio regionale.
Acqua per irrigare: concessione o licenza
- Concessione di derivazione: per prelevare da un pozzo o da un corso d'acqua con continuità. Si chiede alla Regione con un progetto (portata, volumi, periodo, colture, contatore), si pubblica perché altri possano opporsi e si paga un canone annuale. I tempi possono essere lunghi: muoviti prima di piantare.
- Licenza di attingimento: per prelievi da acque superficiali con pompe mobili o semifisse sulle sponde, fino a 100 litri al secondo, senza danneggiare argini e corso d'acqua e salvaguardando il deflusso minimo. Dura al massimo un anno, rinnovabile per non più di cinque volte, e si può revocare (articolo 56). Non vale per i pozzi.
- Consorzio di bonifica e irrigazione: dove c'è una rete irrigua consortile, l'acqua si compra dal consorzio, con turni e contributi; è spesso la strada più semplice.
Le concessioni prevedono di solito un misuratore dei volumi prelevati e la comunicazione annuale dei consumi; nei periodi di siccità le Regioni possono limitare i prelievi.
L'acqua piovana
La raccolta delle acque piovane in invasi e cisterne al servizio di fondi agricoli è libera e non richiede licenza o concessione; le opere seguono le leggi edilizie, sismiche e sulle dighe (articolo 17, comma 2). Le vasche fino a 50 metri cubi per ettaro coltivato sono anche edilizia libera (vedi costruire in zona agricola); i laghetti più grandi richiedono progetto e titoli.
Acqua e alimenti
L'acqua usata per lavare gli ortaggi, per gli animali da latte o nei laboratori di trasformazione deve essere adatta: nel piano di autocontrollo vanno indicati la fonte e le analisi (vedi HACCP e frutta e verdura). Un pozzo non controllato non è acqua potabile.
Fonti
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.