Guida per i produttori

Rifiuti agricoli: deposito temporaneo, registro, formulari e circuiti di raccolta

Come gestire teli, tubi, contenitori di fitosanitari, oli e batterie in azienda agricola: rifiuti speciali, deposito temporaneo trimestrale o fino a 30 m³, esonero dal registro sotto 8.000 euro, formulari, movimenti entro 15 km e circuiti organizzati.

Verificata il 14/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Che rifiuti sono

Il Testo unico ambientale classifica come rifiuti speciali quelli prodotti nelle attività agricole, agro-industriali, forestali e della pesca (D.Lgs. 152/2006, articolo 184, comma 3, lettera a). Alcuni sono pericolosi: oli esausti, batterie, contenitori di fitosanitari non bonificati, farmaci veterinari scaduti. Altri no: teli di pacciamatura e per serre, tubi per l'irrigazione, reti, imballaggi puliti.

Non sono rifiuti, se gestiti come prevede la legge, i residui vegetali usati in azienda come ammendanti (vedi bruciare sterpaglie) e gli effluenti usati in agricoltura (vedi effluenti e nitrati).

Il deposito temporaneo in azienda

Raggruppare i rifiuti in attesa della raccolta non richiede autorizzazione se si rispettano le condizioni del deposito temporaneo (articolo 185-bis):

Registro, formulari e trasporto

In pratica

  1. Chiedi alla tua organizzazione agricola, al consorzio agrario o al Comune se c'è un circuito organizzato di raccolta dei rifiuti agricoli: è il modo più semplice e spesso economico, con giornate di raccolta e documenti già pronti.
  2. Risciacqua i contenitori di fitosanitari subito dopo l'uso, versando l'acqua di lavaggio nella botte, e conferiscili secondo le istruzioni del circuito di raccolta (vedi patentino e registro fitosanitari).
  3. Tieni i documenti di conferimento per tre anni.
  4. Mai bruciare plastica, teli o contenitori: è combustione illecita di rifiuti, un reato.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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