Guida per i produttori

Spandimento di letame e liquami e direttiva nitrati: comunicazione, 170 kg di azoto, divieti

L'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento: la comunicazione e il piano di utilizzazione, il limite di 170 kg di azoto per ettaro nelle zone vulnerabili, stoccaggi, divieti invernali, distanze e il ruolo delle Regioni.

Verificata il 17/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

La cornice: direttiva nitrati e decreto nazionale

La direttiva europea sui nitrati (direttiva 91/676/CEE) protegge le acque dall'inquinamento da azoto di origine agricola. Gli Stati individuano le zone vulnerabili e adottano programmi d'azione; in queste zone il quantitativo di effluente di allevamento sparso ogni anno, compreso quello lasciato dagli animali al pascolo, non può superare per ogni azienda quello che contiene 170 kg di azoto per ettaro (allegato III), salvo le deroghe autorizzate dalla Commissione.

Novità 2026. La direttiva (UE) 2026/288 ha aggiunto all'allegato III la possibilità, per gli Stati, di autorizzare oltre i 170 kg e fino a 80 kg di azoto in più per ettaro all'anno l'uso di alcuni concimi ottenuti trattando gli effluenti: sali di ammonio recuperati dal lavaggio dei gas, concentrati minerali da osmosi inversa e struvite. Le condizioni sono severe: qualità costante dei lotti, almeno il 90% dell'azoto in forma minerale (o un rapporto carbonio/azoto non superiore a tre), limiti per rame, zinco e patogeni, documenti sul contenuto di azoto e fosforo, nessun aumento del numero di capi, distribuzione con iniezione o interramento rapido. Non vale per il letame e il liquame tal quali. Gli Stati devono recepire la direttiva entro il 2 marzo 2028: finché l'Italia non la attua, il limite resta 170 kg.

In Italia i criteri generali li fissa il decreto interministeriale del 25 febbraio 2016 sull'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque reflue e del digestato, che vale sia nelle zone vulnerabili sia fuori; le Regioni lo attuano con propri programmi d'azione e regolamenti.

La comunicazione e il piano

La comunicazione si aggiorna quando cambiano capi, terreni o stoccaggi: le Regioni fissano le scadenze annuali.

Stoccaggio

Letame e liquami vanno conservati in platee e vasche impermeabili, di capacità sufficiente a coprire i periodi in cui non si può spandere: le Regioni indicano quanti giorni di produzione devono contenere, diversi per letame e liquame e per zone vulnerabili o no. Uno stoccaggio insufficiente è la causa più frequente di spandimenti fuori periodo.

Quando e dove non si sparge

Le distanze dalle case sono la prima fonte di liti con i vicini: rispettarle, e avvisare quando si sparge, evita molti problemi.

Effluenti come risorsa

Letame e liquame sono concimi: usati con il bilancio dell'azoto riducono gli acquisti di fertilizzanti. Lo scambio di effluenti con aziende vicine senza bestiame è possibile, con la documentazione prevista dalla Regione. Se produci humus o vendi ammendanti, vedi la guida su lombricoltura e humus; per il biologico, i limiti sono quelli del regolamento biologico (vedi la guida).

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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