Guida per i produttori

Droni per i trattamenti fitosanitari: la sperimentazione fino al 2028, SCIA e regole del volo

Il divieto di irrorazione aerea, la sperimentazione triennale con i droni dal 18 dicembre 2025, la SCIA al servizio fitosanitario con relazione agronomica, la formazione e l'autorizzazione ENAC nella categoria specifica.

Verificata il 17/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Il divieto generale e le deroghe

Per «irrorazione aerea» la legge intende l'applicazione di prodotti fitosanitari da un aeromobile, aereo o elicottero (D.Lgs. 150/2012, articolo 3). È vietata (articolo 13, comma 1). La Regione può autorizzarla solo in casi particolari, con il parere favorevole del Ministero della salute, se tra l'altro non esistono alternative praticabili o l'irrorazione aerea riduce l'impatto su salute e ambiente, i prodotti sono autorizzati proprio per l'uso aereo, la zona non è vicina a case e la popolazione viene avvisata (commi 2-6). Sono strade lunghe, pensate per emergenze.

I droni: la sperimentazione triennale

La legge 182/2025 ha aggiunto l'articolo 13-bis, in vigore dal 18 dicembre 2025. L'irrorazione con droni è consentita in deroga e in via sperimentale per tre anni (fino a dicembre 2028), sui terreni qualificati agricoli dagli strumenti urbanistici, a queste condizioni:

  1. rispetto dei principi del Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (comma 2, a);
  2. a irrorare è un utilizzatore professionale di prodotti fitosanitari, con le competenze e la formazione specifica stabilite dal decreto attuativo (comma 2, b): il patentino per i trattamenti è la base, non basta da solo (vedi patentino e registro dei trattamenti);
  3. rispetto delle regole sull'uso dello spazio aereo per i droni (comma 2, c);
  4. prima dell'irrorazione o del ciclo di irrorazioni, una SCIA al servizio fitosanitario regionale, con la cadenza degli interventi (anche per l'intero periodo sperimentale) e una relazione agronomica asseverata; si può presentare anche tramite un'associazione a cui si aderisce (comma 4);
  5. sopra parchi e aree protette serve l'autorizzazione dell'ente gestore (comma 6).

Un decreto ministeriale (comma 3), da adottare entro 90 giorni dall'entrata in vigore, individua i tipi di terreni e di colture, gli organismi nocivi da trattare, i prodotti utilizzabili e le modalità. Prima di partire verifica con il servizio fitosanitario della tua Regione che il decreto sia in vigore e cosa consente per la tua coltura: la SCIA va riempita su quelle regole.

Le regole del volo

Le operazioni con i droni seguono il regolamento europeo 2019/947. La categoria «aperta», quella con meno adempimenti, richiede tra l'altro che il drone pesi meno di 25 kg, voli in vista del pilota entro 120 metri dal suolo e non lasci cadere alcun materiale (articolo 4). Un drone che irrora quindi non vi rientra: l'operatore deve ottenere un'autorizzazione operativa nella categoria «specifica», con una valutazione dei rischi (articolo 5). In Italia l'autorità competente è l'ENAC.

Prima di comprare un drone (o di chiamare un contoterzista)

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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