Guida per i produttori
Bollo CE: registrazione o riconoscimento per carne, salumi, latte e formaggi
Cos'è il bollo ovale CE dei prodotti di origine animale, quando serve uno stabilimento riconosciuto e quando basta la registrazione, la vendita al dettaglio, la fornitura marginale e locale e come si appone il marchio di identificazione.
Verificata il 16/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- Il bollo ovale con «IT», il numero e «CE» è il marchio di identificazione degli stabilimenti riconosciuti che lavorano prodotti di origine animale: carne, salumi, latte e formaggi, uova, pesce.
- Serve per vendere quei prodotti ad altre imprese (negozi, ristoranti, grossisti, distribuzione), salvo le eccezioni per le forniture marginali, locali e ristrette.
- Chi vende direttamente al consumatore (spaccio, mercato, consegne) può lavorare in un laboratorio solo registrato, senza bollo.
- Il bollo lo appone lo stabilimento in cui il prodotto è lavorato o confezionato: se fai lavorare la tua carne o il tuo latte in uno stabilimento riconosciuto, il prodotto esce con il suo bollo.
Registrazione e riconoscimento
Il regolamento sull'igiene degli alimenti di origine animale (Reg. CE 853/2004, articolo 4) distingue:
- stabilimenti registrati: basta la notifica all'ASL (di solito con la SCIA al Comune); vale per la produzione primaria, il trasporto, il magazzinaggio a temperatura non controllata e la vendita al dettaglio;
- stabilimenti riconosciuti: chi tratta prodotti di origine animale per cui il regolamento fissa requisiti specifici (macelli, laboratori di sezionamento e di trasformazione della carne, caseifici, centri di imballaggio, stabilimenti del pesce) può operare solo dopo il riconoscimento dell'autorità competente, con un'ispezione sul posto; riceve un numero di riconoscimento.
Il regolamento non si applica al commercio al dettaglio, cioè alla vendita al consumatore finale (articolo 1, comma 5). Si applica invece quando si forniscono alimenti di origine animale ad altri stabilimenti, salvo che la fornitura sia fatta da un laboratorio annesso a un esercizio al dettaglio a un altro laboratorio simile e sia un'attività marginale, localizzata e ristretta secondo le regole nazionali. In Italia i limiti di questa deroga (quantità, distanza, tipo di cliente) sono fissati dalle linee guida nazionali e regionali: chiedi all'ASL quali valgono per te.
Il marchio di identificazione
I prodotti di origine animale lavorati in uno stabilimento riconosciuto si immettono sul mercato solo con il bollo sanitario (sulle carcasse al macello) o con il marchio di identificazione (articolo 5), che (allegato II, sezione I):
- è di forma ovale, leggibile e indelebile;
- indica il paese («IT»), il numero di riconoscimento dello stabilimento e la sigla CE;
- si appone prima che il prodotto lasci lo stabilimento, sul prodotto, sull'involucro, sull'imballaggio o su un'etichetta; per i tagli di carne confezionati deve rompersi all'apertura;
- va rifatto se il prodotto viene tolto dall'imballaggio o trasformato in un altro stabilimento, con il numero di quest'ultimo.
Le uova non hanno bisogno del marchio se riportano il codice del centro di imballaggio (vedi uova). Il marchio si può usare solo su prodotti fatti in stabilimenti in regola: apporlo su prodotti di un laboratorio solo registrato è un illecito.
Quale strada scegliere
- Vendi solo al consumatore, in azienda, al mercato, online: laboratorio registrato, piano di autocontrollo, etichetta (vedi HACCP).
- Vuoi rifornire negozi e ristoranti della zona in piccole quantità: verifica con l'ASL i limiti della fornitura marginale e locale (vedi ristoranti e negozi).
- Vuoi crescere o vendere alla distribuzione: serve il riconoscimento, con requisiti strutturali maggiori, oppure la lavorazione in uno stabilimento riconosciuto per conto terzi (vedi trasformazione conto terzi e grande distribuzione).
Per carne e salumi, latte e formaggi vedi anche carne e salumi e formaggi a latte crudo.
Fonti
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.