Guida per i produttori

Animali morti in allevamento: smaltimento delle carcasse, ritiro e quando si può sotterrare

Cosa fare quando muore un animale in azienda: le carcasse come sottoprodotti di categoria 1 o 2, il ritiro da ditte autorizzate con documento commerciale, il test TSE per i ruminanti e le deroghe per il sotterramento di cavalli e nelle zone isolate.

Verificata il 16/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Che cos'è, per legge, un animale morto

Il regolamento europeo sui sottoprodotti di origine animale (Reg. CE 1069/2009) classifica i materiali in tre categorie:

Un bovino, una pecora, un maiale o un gruppo di galline morti in azienda sono quindi materiali di categoria 1 o 2, da smaltire negli impianti riconosciuti.

Il ritiro

Quando si può sotterrare o bruciare

In deroga, l'autorità competente può consentire (articolo 19):

Sono deroghe: servono l'autorizzazione e le condizioni dell'ASL e della Regione. Sotterrare di nascosto un vitello o una pecora espone a sanzioni e, se l'animale era malato, a rischi per tutto l'allevamento e per le acque.

Cosa fare in pratica

  1. Se la morte è improvvisa o sospetta, o riguarda più animali, chiama il veterinario: potrebbe essere una malattia da denunciare.
  2. Per bovini, ovini e caprini, verifica con il servizio veterinario se serve il prelievo per il test TSE.
  3. Prenota il ritiro con una ditta autorizzata e conserva il documento commerciale.
  4. Registra la morte nell'anagrafe entro i termini previsti (vedi bovini, pecore, maiali, cavalli).

Per la lana e gli altri sottoprodotti vedi allevare pecore; per la macellazione domestica vedi macellazione domestica.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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