Guida per i produttori
Allevare cavalli e asini: microchip, passaporto, DPA o non DPA, pensione e latte d'asina
Identificazione degli equini con microchip e documento unico a vita, registrazione della struttura, la scelta irreversibile tra destinato e non destinato alla produzione di alimenti, allevamento, pensione ed equiturismo, latte d'asina e di cavalla.
Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- Ogni cavallo, asino o mulo va identificato con un microchip (transponder) e un documento unico di identificazione a vita, il «passaporto», e la struttura che lo ospita va registrata presso la ASL.
- Il passaporto indica se l'animale è destinato o non destinato alla produzione di alimenti (DPA o non DPA): la scelta di escluderlo dalla macellazione è definitiva e condiziona i farmaci che si possono usare.
- Allevamento, pensione e attività con i cavalli possono rientrare nell'impresa agricola, ma l'inquadramento dipende da come sono organizzati: va verificato prima di cominciare.
- Il latte d'asina e di cavalla si può vendere, con le regole d'igiene dei prodotti di origine animale.
Identificazione e passaporto
Gli operatori che detengono equini devono identificare ogni animale individualmente con (Reg. delegato UE 2019/2035, articolo 58):
- un transponder iniettabile, il microchip;
- un documento unico di identificazione a vita, che accompagna l'animale per tutta la vita.
L'identificazione si fa entro i termini fissati dalle norme europee (in genere nel primo anno di vita e comunque prima che l'animale lasci lo stabilimento di nascita); la domanda del documento si presenta all'autorità competente dello stabilimento in cui il cavallo è abitualmente detenuto, che inserisce i dati nella banca dati. Microchip e documento non si tolgono né si sostituiscono senza autorizzazione. Per i cavalli iscritti ai libri genealogici il documento lo rilasciano le associazioni di razza.
Anche il luogo dove vivono i cavalli (allevamento, maneggio, pensione, scuderia privata) va registrato presso il servizio veterinario della ASL, e i movimenti vanno annotati.
DPA o non DPA
Il cavallo è, in partenza, un animale che potrebbe essere destinato alla macellazione per il consumo umano (DPA). Il proprietario può dichiararlo non destinato alla produzione di alimenti (non DPA) nel passaporto: la scelta è irreversibile.
- Un cavallo DPA può essere trattato solo con i farmaci ammessi per gli animali da reddito, rispettando i tempi di sospensione, e i trattamenti vanno annotati.
- Un cavallo non DPA può ricevere farmaci non ammessi per gli animali da reddito, ma non potrà mai essere macellato per l'alimentazione.
Parlane con il veterinario prima del primo trattamento importante: alcuni farmaci comuni escludono definitivamente il cavallo dalla filiera alimentare.
Allevamento, pensione e attività
- Allevamento di cavalli per la riproduzione e la vendita: è allevamento di animali, attività agricola (codice civile, articolo 2135).
- Pensione per cavalli altrui: rientra tra le attività connesse se usa in prevalenza le risorse dell'azienda (pascoli, fieno, strutture); un'attività di sola custodia con foraggi acquistati può essere un'attività commerciale. Chiedi al commercialista come inquadrarla prima di fissare le tariffe.
- Equiturismo, passeggiate e attività didattiche: possono svolgersi come attività agrituristiche o di fattoria didattica (vedi agriturismo e fattoria didattica), con assicurazione e istruttori qualificati.
Latte d'asina e di cavalla
Il latte di asina e di cavalla è un alimento di origine animale: vendita come latte crudo con la dicitura «da consumarsi previa bollitura» (vedi latte crudo), oppure trattato e confezionato in uno stabilimento in regola. È anche una materia prima per la cosmetica (vedi sapone e cosmetici).
Benessere
Ricoveri asciutti e riparati, spazio per muoversi, acqua sempre disponibile, cure dei piedi e dei denti, compagnia di altri equini: le regole generali sul benessere degli animali da allevamento valgono anche per i cavalli, e i controlli della ASL li verificano.
Fonti
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.