Guida per i produttori

Allevare polli da carne: benessere sopra i 500 capi, diciture «all'aperto» e «rurale», vendita

Le regole per i polli da carne: il decreto benessere oltre i 500 capi (33 kg/m², luce, corso), le diciture riservate «all'aperto», «rurale all'aperto» e «rurale in libertà» del regolamento 2026, la macellazione e i piccoli quantitativi.

Verificata il 16/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Benessere: le regole sopra i 500 polli

Il decreto sui polli da carne (D.Lgs. 181/2010) si applica agli allevamenti di polli per la produzione di carne, ma esclude (articolo 1, comma 2) gli stabilimenti con meno di 500 polli, quelli con soli riproduttori, gli incubatoi, i polli allevati in modo estensivo al coperto e all'aperto secondo le norme di commercializzazione e quelli biologici. Per gli altri:

Sotto i 500 polli restano comunque le regole generali di benessere degli animali da allevamento.

«All'aperto», «rurale», «estensivo»: le diciture riservate

Le norme di commercializzazione delle carni di pollame (Reg. delegato UE 2026/343, che dall'8 marzo 2026 sostituisce il Reg. CE 543/2008, articolo 10 e allegato VI) riservano queste indicazioni facoltative:

Solo «all'aperto», «rurale all'aperto» e «rurale in libertà» possono indicare un allevamento all'aperto: per il pollo che non li rispetta sono vietate etichette, pubblicità o immagini che lo suggeriscano. Le menzioni sono controllate da organismi designati.

Vendere la carne

Per le galline da uova vedi galline ovaiole; per le carcasse e i capi morti vedi animali morti in azienda.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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