Guida per i produttori
Coltivare e vendere erbe aromatiche e piante officinali: cosa è libero e cosa no
Piante officinali e aromatiche: coltivazione, raccolta e prima trasformazione libere per l'imprenditore agricolo, essiccazione e oli essenziali in azienda, raccolta spontanea, e le regole del prodotto finale (alimento, tisana, cosmetico, integratore).
Verificata il 12/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- Coltivare, raccogliere ed essiccare erbe aromatiche e piante officinali è un'attività agricola, e l'imprenditore agricolo la può fare senza autorizzazioni specifiche.
- La «prima trasformazione» in azienda comprende lavaggio, cernita, essiccazione, taglio, polverizzazione e anche gli oli essenziali distillati dalle piante fresche.
- La raccolta spontanea la regolano le Regioni, per proteggere le specie selvatiche.
- Quello che viene dopo (vendita al consumatore, tisane, integratori, cosmetici) segue le regole del prodotto finale: alimento, integratore o cosmetico, ognuno con le sue.
Cosa sono le piante officinali per la legge
Il Testo unico sulle piante officinali (D.Lgs. 75/2018) le definisce come le piante medicinali, aromatiche e da profumo, compresi alghe, funghi e licheni destinati agli stessi usi (articolo 1). Ci rientrano la lavanda, la salvia, il rosmarino, la camomilla, la melissa, l'origano, l'elicriso, la menta e moltissime altre.
La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione sono attività agricole (articolo 1, comma 5), e l'imprenditore agricolo le svolge senza bisogno di autorizzazione (articolo 2).
La prima trasformazione, in azienda
Il prodotto della coltivazione o della raccolta si può usare tal quale o sottoporre alle operazioni di prima trasformazione «indispensabili alle esigenze produttive» (articolo 1, comma 4):
- lavaggio, defoliazione, cernita, assortimento, mondatura;
- essiccazione, taglio e selezione, polverizzazione delle erbe secche;
- estrazione di oli essenziali dalle piante fresche appena raccolte, direttamente in azienda;
- ogni attività per stabilizzare e conservare il prodotto per le fasi successive.
Tutto il resto (miscele per tisane confezionate, estratti, cosmetici, integratori) è fuori dal decreto e segue le norme del settore (articolo 1, comma 7).
La raccolta spontanea
Il prelievo delle piante officinali che crescono spontanee è disciplinato dalle Regioni, nel rispetto delle norme su biodiversità, aree protette e specie tutelate (articolo 3): quantità, periodi, specie vietate, a volte un tesserino. Se raccogli per vendere, informati prima. Chi raccoglie occasionalmente piante officinali spontanee rientra nel regime fiscale semplificato dei raccoglitori occasionali: imposta fissa di 100 euro fino a 7.000 euro di vendite, come spiegato nella guida sui tartufi.
Vendere: dipende da cosa diventa la pianta
Erbe aromatiche fresche e secche, tisane
Il basilico in vaso o il mazzo di salvia sono prodotti ortofrutticoli (frutta e verdura); le piantine in vaso sono piante da impianto, con le regole della guida su piante e piantine. Origano, timo o camomilla essiccati e confezionati, e le tisane, sono alimenti: servono la registrazione del laboratorio, l'autocontrollo (la guida HACCP) e l'etichetta (la guida sull'etichetta).
Su un alimento non si può scrivere che previene, cura o guarisce malattie (Reg. UE 1169/2011, articolo 7), e le indicazioni sulla salute sono ammesse solo se autorizzate dall'Unione: «rilassante», «digestivo», «depurativo» su una tisana possono costare care.
Oli essenziali, cosmetici, integratori
- Un olio essenziale venduto come cosmetico (per la pelle, per il bagno) segue il regolamento sui cosmetici, con valutazione della sicurezza e notifica: vedi la guida sul sapone e i cosmetici.
- Una miscela venduta come integratore alimentare va notificata al Ministero della Salute prima della vendita, e solo alcune piante sono ammesse.
- Le piante vendute sfuse in erboristeria come preparazioni estemporanee seguono le regole di quel canale.
A chi vendere
- Consumatori: erbe fresche, secche e tisane in azienda, ai mercati, online.
- Erboristerie, aziende di tisane e cosmetica, distillerie: comprano il prodotto essiccato o l'olio essenziale come materia prima; chiederanno specie certa (nome botanico), lotto, analisi e contratti con quantità definite (contratti e pagamenti tra imprese).
- Ristoranti: erbe fresche e fiori eduli, consegnati spesso e in piccole quantità.
Se coltivi in biologico, per officinali e tisane è quasi un requisito di mercato: vedi la guida sulla certificazione biologica.
Fonti
- D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 75, artt. 1–3 — Testo unico delle piante officinali (Normattiva)
- Reg. (UE) 1169/2011, art. 7 — pratiche leali d'informazione (EUR-Lex)
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.