Guida per i produttori
Vendere liquori e birra fatti in casa: cosa è libero, cosa serve per vendere, accise
Liquori e birra fatti in casa: quando sono liberi, cosa serve per venderli (autorizzazione, licenza fiscale, deposito fiscale), accisa ridotta per i piccoli birrifici, birra artigianale, quando si può dire «liquore», etichetta.
Verificata il 11/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.
In breve
- Fare liquori in casa con alcol comprato, o birra in casa, è libero solo per sé, la famiglia e gli ospiti: appena li vendi, anche a pochi clienti, servono le autorizzazioni dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
- Per vendere liquori fatti con alcol già tassato serve l'autorizzazione dell'Agenzia, la denuncia dell'impianto, la licenza fiscale e un registro di carico e scarico.
- La birra si produce in una fabbrica gestita come deposito fiscale; i birrifici fino a 10.000 ettolitri l'anno hanno controlli semplificati e l'accisa ridotta del 50%.
- Distillare in casa non è consentito: l'alcol si produce solo in distillerie autorizzate.
Per sé: cosa si può fare senza autorizzazioni
Il Testo unico delle accise (D.Lgs. 504/1995) prevede due eccezioni per i privati:
- la preparazione di prodotti alcolici (limoncello, nocino, liquori alle erbe) con alcol ad imposta assolta, cioè quello comprato al supermercato, destinati all'uso del privato, dei familiari e degli ospiti, non ha bisogno di autorizzazione (articolo 27, comma 2);
- la birra prodotta da un privato e consumata da lui, dai familiari e dagli ospiti è esente da accisa (articolo 34, comma 3).
In entrambi i casi la condizione è la stessa: nessuna attività di vendita. Le bottiglie regalate agli amici vanno bene; quelle vendute al mercatino o online no.
La distillazione è un'altra cosa: l'alcol etilico si produce solo in regime di deposito fiscale, in distillerie con licenza (articolo 28). Un alambicco in cantina per fare grappa non è un'eccezione domestica.
Vendere liquori
Le autorizzazioni
Le bevande alcoliche si producono di norma in depositi fiscali, ma l'Agenzia può autorizzare la produzione in impianti diversi se si usano prodotti ad imposta assolta e l'accisa pagata sui componenti non è inferiore a quella dovuta sul prodotto finito (articolo 27, comma 2). È la strada del piccolo laboratorio che fa liquori con alcol già tassato. In più:
- chi gestisce impianti di trasformazione, condizionamento e deposito di alcol e bevande alcoliche già tassati deve denunciarne l'esercizio all'ufficio dell'Agenzia delle dogane competente (articolo 29, comma 1);
- riceve una licenza fiscale, con un diritto annuale, e tiene un registro di carico e scarico dei prodotti (articolo 29, comma 4).
Accanto alle regole fiscali ci sono quelle alimentari: il laboratorio è un'impresa alimentare, con notifica sanitaria e piano di autocontrollo (la guida HACCP).
Quando si può chiamare «liquore»
Per il regolamento europeo sulle bevande spiritose (Reg. UE 2019/787, allegato I, categoria 33) il liquore ha almeno 15% vol e almeno 100 grammi di zucchero per litro (meno per pochi casi particolari), ed è ottenuto con alcol o distillati di origine agricola, aromatizzati con frutta, erbe o altri prodotti. Un limoncello a 14% vol o poco zuccherato non può chiamarsi liquore. Alcuni nomi sono indicazioni geografiche protette: non usarli se il prodotto non viene da quella zona e non segue il disciplinare.
L'etichetta
Per le bevande con più dell'1,2% di alcol l'etichetta riporta denominazione, titolo alcolometrico volumico (es. «30% vol»), quantità, nome e indirizzo, lotto e gli eventuali allergeni (frutta a guscio nel nocino o nel liquore alle mandorle, latte nelle creme). Elenco degli ingredienti e dichiarazione nutrizionale non sono obbligatori per queste bevande (Reg. UE 1169/2011, articolo 16).
Vendere birra
Il birrificio è un deposito fiscale
La fabbricazione della birra si fa in regime di deposito fiscale, con la licenza di esercizio dell'Agenzia delle dogane (articolo 28). L'accisa si calcola sugli ettolitri e sui gradi Plato del prodotto finito (articoli 34 e 35).
Per i piccoli birrifici indipendenti con una produzione annua fino a 10.000 ettolitri:
- il prodotto finito si accerta alla fine del confezionamento, con un sistema semplificato;
- l'accisa è ridotta del 40%, e del 50% per il 2022, il 2023 e dal 2025 in poi (articolo 35, comma 3-bis);
- tra 10.000 e 60.000 ettolitri le riduzioni sono del 30% o del 20% (comma 3-quater).
Le fabbriche molto piccole, fino a 20 ettolitri al mese, possono anche concordare con l'Agenzia un abbonamento annuale, pagando l'accisa in due rate semestrali anticipate (comma 4).
«Birra artigianale» e le altre denominazioni
«Birra artigianale» è quella prodotta da un piccolo birrificio indipendente (fino a 200.000 ettolitri l'anno, indipendente da altri birrifici, con impianti propri e senza licenze di marchi altrui) e non pastorizzata né microfiltrata durante la produzione (L. 1354/1962, articolo 2, comma 4-bis). Le altre denominazioni dipendono dal grado Plato e dall'alcol: «birra» oltre 10,5 °P e 3,5% vol, «birra speciale» da 12,5 °P, «doppio malto» da 14,5 °P, «birra analcolica» fino a 1,2% vol. Se aggiungi frutta o altri ingredienti caratterizzanti, il loro nome completa la denominazione.
Se sei un'azienda agricola
Trasformare la propria frutta in liquore o il proprio orzo in birra può rientrare nelle attività connesse dell'imprenditore agricolo, se le materie prime vengono prevalentemente dall'azienda (codice civile, articolo 2135): è la base del «birrificio agricolo». Le regole delle accise però non cambiano: deposito fiscale per la birra, autorizzazione e licenza per i liquori. Anche il trattamento fiscale del reddito va verificato prodotto per prodotto con il commercialista. Per il vino le regole sono diverse: vedi la guida sul vino.
Dove vendere
- Al laboratorio o al birrificio, con la vendita diretta.
- A negozi, bar e ristoranti: con fattura e documenti di accompagnamento; vedi vendere a ristoranti e negozi.
- Online: in Italia con le regole del commercio elettronico; verso altri Paesi UE l'accisa è dovuta nel Paese di destinazione, come per il vino. Vedi vendere online.
Prima di comprare l'attrezzatura, fissa un incontro con l'ufficio delle Dogane competente: ti dirà quale regime si applica al tuo impianto, quali misuratori servono e quali registri tenere.
Fonti
- D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 — Testo unico delle accise, artt. 27, 28, 29, 34 e 35 (Normattiva)
- L. 16 agosto 1962, n. 1354, art. 2 — denominazioni della birra e birra artigianale (Normattiva)
- Reg. (UE) 2019/787, allegato I, categoria 33 — definizione di liquore (EUR-Lex)
Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.