Guida per i produttori

Vendere farina e macinare il proprio grano: tipi di farina, divieti, etichetta

Macinare il proprio grano e vendere la farina: i tipi 00, 0, 1, 2 e integrale e gli sfarinati di grano duro con i limiti di umidità, ceneri e proteine, i divieti, le micotossine, il mulino conto terzi e l'etichetta.

Verificata il 13/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

I tipi di farina

Il regolamento sugli sfarinati (D.P.R. 187/2001, articolo 1) definisce la farina di grano tenero come il prodotto della macinazione e dell'abburattamento del grano tenero pulito, e la farina integrale come il prodotto della sola macinazione. Per la vendita valgono questi tipi (valori su cento parti di sostanza secca, umidità massima 14,5%):

Grano teneroCeneriProteine minime
Tipo 00fino a 0,559,00
Tipo 0fino a 0,6511,00
Tipo 1fino a 0,8012,00
Tipo 2fino a 0,9512,00
Integraleda 1,30 a 1,7012,00

Questi tipi valgono per le farine destinate alla panificazione (comma 4).

Per il grano duro (articolo 2) ci sono la semola (ceneri fino a 0,90, proteine almeno 10,50), il semolato (ceneri da 0,90 a 1,35), la semola integrale (da 1,40 a 1,80) e la farina di grano duro (da 1,36 a 1,70), con proteine almeno 11,50 per gli ultimi tre. Negli sfarinati di grano duro è tollerato fino al 3% di tenero.

Le farine di altri cereali (farro, segale, mais, grano saraceno) mescolate con farina di grano vanno vendute indicando chiaramente il cereale aggiunto (articolo 3).

Cosa è vietato

«Macinata a pietra», «grani antichi» o il nome della varietà si possono scrivere se veri; la denominazione legale resta quella del tipo. Le analisi di umidità, ceneri e proteine su ogni partita di grano sono il modo per sapere che tipo stai vendendo.

Dal campo al sacchetto

  1. Grano: conservazione asciutta, pulizia, controllo delle micotossine (i tenori massimi per cereali e farine sono fissati dal regolamento europeo sui contaminanti). Gli stoccaggi vanno registrati (vedi registro cereali).
  2. Molitura: in un mulino in conto terzi che ti restituisce la tua farina, o in un piccolo mulino aziendale con un locale registrato all'ASL (vedi trasformazione conto terzi e HACCP).
  3. Confezione: sacchetti per alimenti (vedi MOCA), etichetta con denominazione del tipo, peso, lotto, termine minimo di conservazione e allergene glutine evidenziato (vedi etichetta e tabella nutrizionale).
  4. Vendita: in azienda, ai mercati, online e ai forni della zona (vedi pane e prodotti da forno).

Le farine integrali e macinate a pietra irrancidiscono prima: termini di conservazione prudenti e lotti piccoli evitano reclami.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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