Guida per i produttori

Vendere pasta fresca, secca e all'uovo: ingredienti, requisiti e conservazione

Le regole italiane sulla pasta: secca solo di grano duro, paste speciali, pasta all'uovo con almeno 200 grammi di uovo per chilo, pasta fresca sfusa a 4 °C o confezionata e pastorizzata, paste stabilizzate.

Verificata il 13/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

La pasta secca

Il regolamento sugli sfarinati e le paste (D.P.R. 187/2001, articolo 6) riconosce tre paste secche, ottenute per trafilazione o laminazione ed essiccamento di impasti fatti esclusivamente con acqua e:

DenominazioneUmidità maxCeneriProteine minAcidità max
Pasta di semola di grano duro12,5%fino a 0,9010,504 gradi
Pasta di semolato di grano duro12,5%da 0,90 a 1,3511,505 gradi
Pasta di semola integrale di grano duro12,5%da 1,40 a 1,8011,506 gradi

Ceneri e proteine sono su cento parti di sostanza secca. Per la pasta secca destinata al mercato italiano è vietato usare sfarinati di grano tenero; è tollerata una presenza accidentale fino al 3% (commi 4 e 5). Vendere pasta con caratteristiche diverse è vietato (articolo 11); regole diverse sono ammesse solo per la pasta destinata ad altri Paesi (articolo 12).

Paste speciali e pasta all'uovo

Pasta fresca e stabilizzata

Le paste fresche seguono le regole precedenti, salvo umidità e acidità (acidità fino a 7 gradi), e possono usare farine di grano tenero (articolo 9). Poi dipende da come le vendi:

Per la pasta ripiena (tortellini, ravioli) valgono anche le regole d'igiene degli ingredienti del ripieno, carne e formaggi in particolare: il piano di autocontrollo deve coprirle (vedi HACCP).

L'origine del grano in etichetta

Sulla pasta secca di semola di grano duro confezionata vanno il «Paese di coltivazione del grano» e il «Paese di molitura» (per esempio «Italia» e «Italia»), in caratteri alti almeno 1,2 mm. Non vale per la pasta fresca e stabilizzata. È un regime sperimentale in vigore fino al 31 dicembre 2026: vedi origine in etichetta.

Dall'azienda agricola

Chi coltiva grano duro può farne pasta in un pastificio per conto terzi e venderla come propria (vedi trasformazione conto terzi) o in un laboratorio aziendale registrato. Per la pasta all'uovo con le uova delle proprie galline chiedi all'ASL quali requisiti servono (centro di imballaggio, ovoprodotti conformi): vedi uova. Etichetta, allergeni (glutine, uova) e confezioni: vedi etichetta e farina e macinazione.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

Nello stesso tema: Prodotti trasformati

Tutte le guide per i produttori, per tema