Guida per i produttori

Insalate in busta e verdure di quarta gamma: requisiti, 8 °C ed etichetta

I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma: cosa sono, lo stabilimento registrato, la temperatura sotto gli 8 °C, gli ingredienti aggiunti fino al 40%, gli imballaggi e le diciture obbligatorie «lavato e pronto per il consumo» e «consumare entro due giorni dall'apertura».

Verificata il 14/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Cosa sono i prodotti di quarta gamma

La legge sulla quarta gamma (legge 77/2011, articolo 2) li definisce come prodotti ortofrutticoli freschi, confezionati e pronti per il consumo che, dopo la raccolta, subiscono lavorazioni minime: selezione, cernita, eventuale mondatura e taglio, lavaggio, asciugatura e confezionamento in buste o vaschette sigillate, anche in atmosfera protettiva. Per le produzioni interamente in ambiente chiuso, automatizzato e a clima controllato (per esempio alcune vertical farm), lavaggio e asciugatura possono non essere necessari (comma 1-bis).

Si possono vendere singoli o in miscela, in confezioni di ogni dimensione, lungo tutta la filiera e anche nei distributori automatici (articolo 3).

Le regole del decreto

Il decreto attuativo del 20 giugno 2014 stabilisce:

L'etichetta

Oltre alle indicazioni obbligatorie di ogni alimento (vedi etichetta), la confezione deve riportare (articolo 8):

Per un'azienda agricola

La quarta gamma è un passo industriale: servono acqua potabile abbondante, celle frigorifere, confezionatrici e una catena del freddo continua fino al cliente. Per un piccolo produttore le strade più realistiche sono la lavorazione presso un'impresa di quarta gamma per conto terzi (vedi trasformazione conto terzi) o la vendita di ortaggi freschi interi, non lavati, che seguono le regole normali (vedi frutta e verdura). Un'insalata lavata e insacchettata senza uno stabilimento con i requisiti del decreto non può essere venduta come «pronta per il consumo».

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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