Guida per i produttori

Piccoli frutti: coltivare, raccogliere e vendere mirtilli, lamponi, more e ribes

Mirtilli, lamponi, more, ribes e uva spina: piantine certificate, la norma generale di commercializzazione e l'esenzione per la vendita diretta, cestini e origine, surgelati ed epatite A, IVA al 4% e la raccolta dei frutti selvatici nelle leggi regionali.

Verificata il 25/10/2026 sulle fonti indicate in fondo.

In breve

Coltivarli: le piantine giuste

Mirtillo (Vaccinium), lampone e mora (Rubus), ribes e uva spina (Ribes) e fragola (Fragaria) sono specie da frutto con regole sul materiale di moltiplicazione (direttiva 2008/90/CE, in Italia D.Lgs. 18/2021). Le piantine che compri devono essere di varietà iscritte al registro e di categoria «Certificato» (etichetta blu) o almeno CAC (con il documento del fornitore): l'etichetta è unificata con il passaporto delle piante. Conservala con la fattura: è la tua garanzia sanitaria, e in caso di virosi o di controlli dimostra da dove vengono le piante. Se vuoi produrre tu piantine da vendere, vedi vendere piante e piantine.

La norma di commercializzazione

Il regolamento delegato (UE) 2023/2429, in vigore dal 2025 al posto del vecchio 543/2011, fissa norme specifiche solo per alcuni prodotti, tra cui le fragole. Tutti gli altri ortofrutticoli freschi, compresi i piccoli frutti, seguono la norma generale: frutti interi, sani (senza marciume), puliti, praticamente privi di parassiti, senza umidità anormale né odori estranei, sufficientemente maturi ma non troppo. Sulla partita c'è una tolleranza del 10% (al massimo il 2% di marciume), e sull'imballaggio vanno il nome di chi imballa o spedisce e il paese di origine.

Il regolamento esclude da questi obblighi (articolo 5) i prodotti che il produttore vende direttamente al consumatore per il suo uso personale, nella propria azienda o, nella zona di produzione, in un mercato locale di soli produttori o con consegna diretta. Se vendi a negozi, ristoranti o grossisti, invece, la norma generale si applica per intero, e fatture e documenti di trasporto riportano nome del prodotto e paese di origine. Più dettagli nella guida su vendere frutta e verdura.

Cestini, vaschette e banco

Raccolta, freddo e conservazione

Sono frutti delicati: si raccolgono nelle ore fresche, direttamente nel contenitore di vendita per non maneggiarli due volte, e vanno al freddo il prima possibile. La raccolta è produzione primaria: valgono le buone pratiche di igiene (mani e contenitori puliti, acqua idonea per eventuali lavaggi delle attrezzature) e la tracciabilità dei lotti di raccolta (l'igiene in azienda agricola, tracciabilità). Per la raccolta stagionale con aiuti esterni vedi il lavoro occasionale in agricoltura.

Surgelati: attenzione all'epatite A

Dopo le epidemie di epatite A legate ai frutti di bosco surgelati, il Ministero della Salute ha raccomandato di consumarli solo dopo cottura (a ebollizione per almeno 2 minuti) e di non usarli crudi per guarnire dolci e yogurt. Se congeli i tuoi frutti per venderli, il congelamento è una trasformazione: serve un laboratorio registrato e un piano di autocontrollo, e conviene riportare in etichetta il consiglio di cuocerli.

Trasformarli

Confetture, gelatine e marmellate hanno regole proprie sulla quantità di frutta e sui nomi (D.Lgs. 50/2004): vedi vendere confetture e marmellate e vendere succhi di frutta.

L'IVA

La frutta fresca, e anche quella congelata o surgelata senza zuccheri aggiunti, è al 4% (DPR 633/1972, tabella A, parte II, numero 8). Confetture e frutta con zuccheri aggiunti passano al 10%. Vedi l'IVA in agricoltura.

Mirtilli e lamponi selvatici: la raccolta nel bosco

La raccolta dei piccoli frutti spontanei la regolano le regioni, e i limiti cambiano molto. Due esempi:

Parchi e comunità montane hanno spesso regole più strette (tesserini, giorni, quantità). Il proprietario del bosco ha comunque i suoi diritti. Per vendere con continuità, la strada è coltivarli o raccoglierli sul proprio fondo.

Fonti

Questa guida spiega le regole in termini generali e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per il tuo caso rivolgiti a un commercialista, a un Centro di assistenza agricola (CAA) o alla tua associazione di categoria.

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